Gli Angeli Bevono Birra

LE BIRRE DI SIEBTER HIMMEL

COME SI PRODUCE UNA BIRRA ARTIGIANALE

Il grano viene macinato e miscelato con l’acqua, portato a temperatura viene filtrato e liberato dalle scorze del chicco. Il mosto viene portato ad ebollizione, durante la quale viene aggiunto il luppolo, dopodichè viene raffreddato e portato alla temperatura di fermentazione. All’interno dei fermentatori viene aggiunto il lievito al processo fermentativo.

Nelle birre ad alta fermentazione si aggiunge il Saccaromyces cerevisiae, meglio noto come lievito di birra, che lavora tra i 16 e i 23 gradi: dopo tre o quattro giorni risale in superficie, da cui il nome “alta fermentazione”, e viene recuperato.

Nelle birre a bassa fermentazione si usa invece il Saccharomyces carlsbergensis, che lavora a temperature più basse, tra i 5 e gli 8 gradi. A causa della temperatura inferiore questo lievito impiega più tempo a completare il suo lavoro, dopodiché tende a dividersi in due: grossi fiocchi che salgono verso la superficie e cellule di sfaldamento che si depositano sul fondo.
La birra viene fatta maturare in bottiglia o in fusti e quindi si versa con piacere in un bicchiere.

BIRRA PER CONVERSARE

Degustare una birra deve essere gioioso, procurare piacere. La nostra è una birra da bere in compagnia, una birra che va centellinata, sorseggiata tra una chiacchiera e l’altra.
Ci piace definirla “birra da conversazione” proprio perchè stimola l’aggregazione, il formarsi di amicizie, cosa che spesso aiuta a bere in quantità limitata in quanto è più facile eccedere per vincere la solitudine che non in compagnia.

LA TECNICA DI SPILLARE LA BIRRA

Inclinare il bicchiere sotto il rubinetto e far scendere la birra lentamente e senza interruzioni, fino a che la schiuma fuoriesce dall’orlo. Attenzione che il bicchiere non entri in contatto con il becco del rubinetto. Questa è la tecnica fondamentale per garantire una perfetta spillatura.
La tecnica bavarese: spillare la birra in piccole quantità, con una pausa tra una spillata e l’altra, per attendere che la schiuma si riduca. Alla fine, un bel colpo per formare un bel volume di schiuma.

LA TEMPERATURA DI SERVIZIO

Per gustare in pieno gli aromi della birra è fondamentale sapere che ogni tipologia richiede la sua temperatura che all’incirca sale con l’aumentare della corposità e del grado alcolico della birra. Quindi, per le chiare leggere come le lager o le pils servire a 5-7 gradi; per le fruttate e quelle aromatiche e di medio corpo, 7- 9 gradi; bitter ale, brown ale o le stout avranno bisogno di 10 gradi; strong ale, doppelbock e birre bianche necessitano di temperature leggermente superiori, sugli 11 gradi; per le scotch ale e barley wine i gradi saranno 12-13, mentre birre particolarmente ricche e forti, come trappiste e abbazia necessitano almeno di temperature intorno ai 10 gradi, ma in genere è preferibile servirle a non meno di 14 gradi se non intorno ai 18.
La temperatura di servizio influisce anche sulla schiuma: se troppo fredda la birra produrrà poca schiuma, mentre una birra a temperatura troppo alta ne produrrà in eccesso.

LA STORIA DELLA BIRRA

Non si sa con esattezza dove sia nata la prima birra: in Mesopotamia o in Egitto, nelle isole Orcadi o a Malta. È comunque molto probabile che il fenomeno della fermentazione sia stato scoperto casualmente in diverse parti del mondo più o meno nello stesso periodo. Differenti però sono stati i modi di sviluppare la bevanda. In Mesopotamia la birra rappresentava addirittura una quota della retribuzione dei lavoratori. Già in quel periodo si distinguevano birre diverse che avevano nomi diversi a seconda del cereale col quale venivano prodotte: le sikaru erano d’orzo, le Kurunnu di spelta. Si dice che la dea della vita Ishtar traesse la sua potenza dalla birra, che nemmeno il dio del fuoco Nusku poteva estinguere. Analoga importanza aveva la birra in Antico Egitto. Fin dall’infanzia si abituavano i sudditi dei faraoni a bere questa bevanda, considerata anche alimento e medicina. Di birra si parla anche nei sacri libri del popolo ebraico, come il biblico Deteronomio e il Talmud. Nella festa degli Azzimi, che ricorda la fuga dall’Egitto, si mangiava per sette giorni il pane senza lievito e si beveva birra. Inoltre questa bevanda è regina durante l’annuale festività del Purim, considerata la più popolare dagli ebrei.

La Grecia pur essendo produttrice di vino consumava parecchia birra. Si trattava di prodotti d’importazione, per lo più fenici. Durante lo svolgimento dei giochi olimpici quando non era ammesso il vino, la birra era la bevanda alcolica per eccellenza.

Anche Etruschi e Romani erano produttori di vino, ma alcuni importanti personaggi della loro società diventarono accaniti sostenitori della birra, come ad esempio Agricola, governatore della Britannia, che tornato a Roma nell’83 D.C. si portò tre mastrobirrai da Glevum (l’odierna Gloucester) e aprì il primo pub della nostra Penisola.

I Germani e i Celti erano assidui consumatori di birra, I primi organizzavano feste, come ad esempio la Wappentanz, una crudele danza delle spade dedicata al dio Thyr, al termine della quale i sopravvissuti si dedicavano ad abbondanti libagioni.

I Celti si erano stanziati principalmente in Gallia e in Britannia, ma la loro straordinaria civiltà venne sviluppata principalmente in Irlanda. Infatti la nascita del popolo irlandese è dovuta, seconda una leggenda, ai Fomoriani, creature mostruose dal becco aguzzo e dalle gambe umanoidi che dovevano potenza e immortalità al segreto della fabbricazione della birra, che fu loro sottratto dall’eroe di Mag Meld, una specie di Prometeo irlandese.

Nel Medioevo la birra venne diffusa soprattutto per merito dei monasteri che tra l’altro, introdussero alcuni nuovi ingredienti, tra i quali il luppolo. Anche in Gran Bretagna la birra, chiamata ale, venne usata nelle feste come Church-Ale, prodotta dalle massaie inglesi e messa a disposizione delle feste parrocchiali, dove veniva venduta e il ricavato era un contributo per la manutenzione di chiese e conventi britannici.

Nei tre secoli dopo la scoperta dell’America in tutta l’Europa si svilupparono numerose tipologie birrarie, tutte basate sull’alta fermentazione. Verso la metà del secolo scorso a seguito di studi specifici sul lievito, si giunse alla produzione di birra a bassa fermentazione, che oggi è il metodo più praticato nel mondo. Adottando temperature più basse per fermentare, utilizza impianti produttivi tecnologicamente più avanzati che in passato. Inoltre viene usato un lievito diverso rispetto alle birre tradizionali, chiamato Saccharomyces carlsbergensis, dal nome dalla birreria danese che per prima ne isolò il ceppo.

Generalmente le birre a bassa fermentazione risultano di aroma più delicato. Inoltre vanno servite a temperature più fresche e richiedono un bicchiere che non disperda gli aromi. Oggi, nonostante le birre a bassa fermentazione siano sicuramente le più bevute, va notato che esiste anche una controtendenza di nicchie di mercato che ricercano le birre tradizionali, le cui ricette si perdono nella notte dei tempi.

ico ico ico ico ico ico